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La IABF ha raggiunto Salerno per un tour di ‘verifica e riflessioni’

Salerno non è mai stata così bella. E il baseball non è mai stato così vivo. La delegazione dell’Italian American Baseball Foundation è approdata sulla costa campana e se n’è innamorata all’istante: la IABF ha infatti raggiunto i lidi salernitani per un tour di ‘verifica e riflessioni’, accolta dal Presidente dei Thunders Pascale Iannetta e dall’intera equipe che collabora al movimento del batti&corri nella città del sud Italia. Tra i presenti? Ovviamente Joe Quagliano, il direttore della fondazione italoamericana. Ma anche un vero e proprio mito di questo sport: sì, proprio quel John Franco che per i tifosi dei New York Mets è idolo, icona, e soprattutto Hall of Famer. Dulcis in fundo, il giocatore italo-americano Mark Cardillo: ex giocatore del Milano Baseball, della Fiorentina e del Rho. Nato a Naples, ecco: ma in Florida.

LA VISITA. Un giro turistico e un altro sul campo del Mary Rose, il piccolo miracolo a forma di diamante cresciuto su terra e sudore con affaccio sul mare. Del resto, quest’incontro per la delegazione salernitana è un altro piccolo passo verso la consacrazione in un mondo che soltanto qualche anno prima sembrava troppo grande. “Siamo orgogliosi di aver ospitato personaggi di questo calibro”, aveva sorriso giorni fa il presidente Iannetta. E prima di una tappa a Capri – anche solo per riposarsi. dopo la visita con Malagò e Marcon – c’è stata la possibilità di chiacchierare del presente del Salerno, quindi dei piani futuri e delle ambizioni che possono essere condivise dalla società e dalla fondazione, sempre più interessata in un’Academy di alto spessore e livello. E con un potenziale da polo turistico che non dev’essere nient’affatto trascurato.

LA STORIA. Ecco perché è una rivincita, questa. Ecco perché l’Associazione Sportiva Thunders Salerno Baseball&Softball non può non essere più orgogliosa di così. Dalla nascita del club nel 1992, quando la voglia di introdurre lo show del baseball aveva portato un gruppo di ragazzi – tra l’altro provenienti dai Seagulls, squadra di Football Americano della zona – a giocare nei tempi morti del Campionato nello spiazzo asfaltato di un mercatino rionale, la storia dei ‘Tuoni’ gialloblù è diventata un esempio virtuoso di come si possa crescere in qualsiasi ambito. Step by step, senza forzare o avere la presunzione di diventare grandi in un sol boccone.
Si è partiti da zero, con un piccolo nucleo di ragazzi appassionatisi allo Sport e bravi soprattutto ad allargare i soliti orizzonti: e in seguito all’esperienza nel Football, Mario Pironti e Marco Guerritore – allenatori e coordinatori dei ragazzi – decidono di fondare la squadra e di iscriverla ai campionati della FIBS. Campionati e campionati di attesa, insegnamenti e fondamenta. Nel 2000 arrivano i playoff, con un campionato di B dominato e una finale pronta a consegnare ai Thunders una storia diversa: quella della Serie A2. Il sogno si traveste da tre partite a Messina contro Palermo: la gloria è spenta all’ultimo playball, la vittoria in gara 1 è solo uno spauracchio.

CON IL PRESIDENTE. Gli anni difficili e la voglia di ripartire, per fortuna, sono coincisi con l’entusiasmo del Presidente Pascale Iannetta: oggi i Thunders viaggiano a gonfie vele verso un’inattesa promozione in Serie B, e le idee sono davvero tante. Così come le ambizioni. “Speriamo che quest’incontro possa darci visibilità, aiuto e soprattutto la grinta per continuare in questo modo”, la chiosa di Iannetta. Che di una cosa è certo: l’orgoglio di vedere un campione della MLB, di vederlo su quella terra rossa così attesa e così bramata, ha raggiunto livelli incredibili. Presto lo faranno anche i suoi Thunders. Perché la crescita è continua, rapida. Importantissima. John Franco, benvenuto in un piccolo miracolo: non sarà il Citi Field, ma è teatro di identiche emozioni.

Cristiano Corbo

Ufficio Stampa Thunders Salerno