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Gonzalez e il NoHit: ‘Dal Venezuela a Salerno, lavoro per essere un campione’

Ricardo Gonzalez non è solo un pitcher: nella prima parte di stagione è diventato la nota lieta, il punto fermo, la promessa che si fa certezza. E’ arrivato con grandi aspettative a Salerno e ha saputo già rovesciare le gerarchie di una Serie B diversa, di cui la squadra ancora oggi sta imparando i segreti e i trucchi. In tempo zero, poi, si è preso uno spazio fondamentale – e vitale – all’interno dei Thunders: e contro Livorno, nell’ultima gara giocata e vinta dai gialloblù, è riuscito nell’impresa di mettere a segno 19 strikeouts, una sola base su ball e soprattutto un’unica battuta valida registrata.

La sua storia è di riscatto e di talento: ha conosciuto l’Italia dopo il debutto in Serie A con Nettuno, mentre il passaggio in Campania è stata sua diretta volontà. Con lavoro e sacrificio sogna di andare avanti indossando i nostri meravigliosi colori.

Ciao Ricardo, innanzitutto complimenti. Sappiamo che la tua storia non è comune o banale…
Sono venezuelano. Di Barquisimeto, che è la capitale dello stato venezuelano del Lara. Sono a Salerno perché volevo tornare nel campionato italiano dopo aver debuttato con la squadra di Nettuno, in Serie A1, l’anno scorso. Mi ha contattato la dirigenza dei Thunders, e ora sono qui e sono molto grato di questo passaggio. Ho la fiducia totale della squadra.

La tua passione per il baseball?
E’ iniziata grazie ai miei genitori: mi dicevano che da piccolo, quando passavamo nei pressi di uno stadio di baseball, mi arrabbiavo tutte le volte in cui non avevamo tempo di fermarci. Da lì ha inizio la mia vita con questo sport, che resiste nonostante gli anni e il lavoro. Ogni giorno lavoro e mi sforzo per raggiungere la meta che da piccolo ho sognato: il massimo sarebbe la Major League.

Come ti trovi qui?
Mi sento bene, sia con la squadra, sia con lo staff. Sto seguendo i metodi di lavoro del gruppo, adesso abbiamo una buona comunicazione. Miglioriamo gara dopo gara, allenamento dopo allenamento.

Salerno dove può arrivare?
Il nostro obiettivo come squadra è dare il 100% in ogni gara. Pensiamo e aspiriamo ai playoff: ogni giorno lavoriamo per raggiungere la meta. Vogliamo essere campioni, se Dio lo permette.

La tua partita contro Livorno è stata incredibile
Ero molto concentrato già prima che iniziasse la gara. Penso sempre a come vincere, lo faccio ogni giorno. Il mio lavoro è fare out, e basta. Una volta arrivato il ‘Play Ball’ ho visualizzato solo la zona di strike: volevo portare a casa tutti strikeouts, volevo superare tutti i battitori. Alla fine ne ho fatti 19, è il mio record personale. Sì, una grande esperienza.

E’ il tuo primo No Hit?
Sì, il mio primo No Ht e No Run. Continuerò a lavorare affinché non sia l’unico, affinché ce ne siano altre grazie all’aiuto di Dio.

Continueresti a giocare in Italia?
Sì, mi piacerebbe. Sono da due anni qui e mi sento bene da ogni punto di vista. Mi ha fatto fare il primo passo professionale, non lo dimentico.

Cristiano Corbo

Ufficio Stampa Thunders Salerno